Lattiero-casearioUEStati Uniti

Nessun acquirente vuole essere quello che ferma il calo del prezzo del WPC80

Il WPC80 europeo cala ancora, venditori e compratori restano distanti e non si tratta quasi nulla. Finora ogni settimana di attesa ha premiato gli acquirenti.

Jasper Endlich
Jasper EndlichAnalista lattiero-caseario e oli
21 ottobre 20261 min di lettura

Il mercato del siero di latte è in attesa. La pressione a vendere è maggiore rispetto a prima, il prodotto fuori specifica si scambia già ben al di sotto dei livelli normali e per la maggior parte dei prodotti non esiste più un prezzo su cui tutti concordano. Dipende da chi vende e da quale specifica si cerca.

Su una cosa però concordano tutti: i concentrati. I prezzi del WPC80 continuano a scendere in Europa e nessun acquirente vuole essere quello che ferma il calo. Gli acquirenti che hanno bisogno di prodotto continuano ad aspettare, perché finora ogni settimana di attesa ha pagato, e il divario tra offerte di vendita e di acquisto è così ampio che ben poco passa effettivamente di mano. I livelli europei sono ormai molto al di sotto dei massimi toccati in precedenza quest’anno, e il fondo non è in vista.

Il resto del comparto è più debole, ma senza scossoni. Il mercato dell’MPC 85 ha smesso di salire, perché proteine del siero di latte più economiche tolgono parte del motivo per cui gli acquirenti avevano riformulato le ricette con proteina del latte. I prezzi del WPI cedono solo leggermente, sostenuti da specifiche rigorose e da una produzione a magazzino limitata, anche se il differenziale rispetto al WPC80 si è ampliato al punto che il WPI non sfuggirà a lungo alla pressione.

L’offerta di siero di latte dolce in polvere è l’eccezione: in Europa il prodotto per uso alimentare scarseggia nelle specifiche più alte, e negli Stati Uniti i prezzi del siero di latte in polvere hanno segnato un nuovo record, perché gli stabilimenti dirottano il siero grezzo verso proteine più remunerative.

Leggi l’analisi completa del mercato del siero di latte qui.