Due settimane fa i prezzi del formaggio europeo stavano lentamente scivolando verso il basso, e ora questa discesa si è fermata. Il mercato del Gouda e la mozzarella si mantengono abbastanza stabili, i prezzi del cheddar restano sostenuti rispetto al resto e l’emmental si accoda. Il formaggio fa quindi eccezione in una settimana lattiero-casearia in cui il mercato del burro ha continuato a scendere, il mercato del latte scremato in polvere ha toccato nuovi massimi e il WPC è calato bruscamente.
I caseifici producono più formaggio che mai e finora questi volumi vengono assorbiti senza troppe difficoltà. I mercati del formaggio devono bilanciare prezzi più bassi della materia grassa del latte, prezzi più alti della proteina del latte, mercati del siero di latte con forti oscillazioni, una produzione molto elevata, esportazioni in aumento e buoni consumi, e per ora il risultato appare piuttosto stabile.
Gli Stati Uniti si muovono più in fretta
L’eccezione sono gli Stati Uniti. Il cheddar in blocchi sul mercato spot del CME è salito da 1,27 USD/lb di due settimane prima a 1,53 USD/lb il 14 ottobre, perché ai livelli di prezzo più bassi è comparsa un po’ di domanda aggiuntiva. Il tutto in un contesto di offerta abbondante. Le scorte di formaggio statunitensi sono salite ad agosto in controtendenza rispetto alla stagione, a 1,44 miliardi di libbre, il 2,3% in più rispetto a un anno prima, e gli stabilimenti statunitensi lavorano a pieno regime per approfittare dei prezzi elevati del siero di latte.
Il rialzo ha ridotto il divario tra le due sponde dell’Atlantico. Il cheddar statunitense si scambia ora circa 840 USD/mt sotto il prodotto europeo, contro circa 1.400 USD/mt di due settimane fa, anche se il cheddar UE resta in gran parte fuori mercato sull’export. L’offerta di mozzarella statunitense è tutt’altro che scarsa, e la mozzarella statunitense si scambia ancora circa 670 USD/mt sotto il prodotto europeo.
Stabile, per ora
In Europa il Gouda si è stabilizzato al livello al quale i compratori sono disposti a entrare per ottobre e novembre, anche se pochi contratti colmano la distanza tra le offerte dei compratori e le richieste dei venditori. La mozzarella è leggermente risalita, il che sorprende, visto che gli stabilimenti continuano a lavorare a buon ritmo e il taglio produttivo atteso nel quarto trimestre non si è ancora verificato. L’analisi di Vesper prevede prezzi per lo più stabili nelle prossime settimane, con un rischio per alcuni formaggi legato a quanto si rivelerà fiacca la domanda del primo trimestre. L’analisi completa riporta le prospettive per ciascuna varietà.


