Le esportazioni di uova degli Stati Uniti ad agosto sono rimaste un po’ sotto le attese, ma hanno comunque superato del 94% lo stesso mese dell’anno scorso. Le spedizioni cumulate di uova da consumo fino ad agosto hanno raggiunto 2,08 miliardi in equivalenti uova in guscio, il 36% in più rispetto al ritmo del 2025, e secondo LEAP Market Analytics (LMA) questo sarà quasi certamente il miglior anno per l’export dal 2021, con un ampio margine.
Le destinazioni sono cambiate. Il Canada è stato quest’anno il primo mercato estero, ma le spedizioni cumulate verso il paese sono in calo del 34% rispetto al 2025, mentre quelle verso il Messico, seconda destinazione, sono in crescita del 41%. Con meno barriere commerciali, prezzi competitivi e un dollaro debole a sostegno degli importatori, LMA è moderatamente rialzista sulle prospettive dell’export per il prossimo anno, pur prevedendo una moderazione della crescita dopo rialzi così ampi.
L’export può smaltire solo fino a un certo punto
La quota esportata della produzione di uova in guscio si collocherà probabilmente fra il 3,5% e il 4,0% nel terzo trimestre, contro il 2,2% di un anno prima. Questo sottrae al mercato interno circa l’1,5% di offerta in più rispetto all’anno scorso. Ciononostante, si prevede che la disponibilità interna pro capite di uova in guscio salga di almeno il 4,0% nel trimestre, il doppio dell’aumento del 2,0% registrato nel primo semestre 2026.
Si prevede che la produzione totale di uova da consumo negli Stati Uniti cresca del 5,7% nel terzo trimestre e, con una quota minore destinata alla trasformazione, la produzione di uova in guscio dovrebbe salire dell’8,0%. Anche la domanda all’ingrosso è rimasta più debole del previsto. Per LMA è difficile guardare al lato dell’offerta senza trarne una lettura ribassista.
Cosa potrebbe cambiare nel 2027
LMA legge l’ampio divario fra domanda all’ingrosso e domanda al dettaglio come un margine di miglioramento per il prossimo anno. La sua previsione ipotizza solo una modesta ripresa della domanda, e questo basterebbe da solo a far salire i prezzi all’ingrosso delle uova in guscio bianche di categoria A e calibro Large di almeno il 30% rispetto alle proiezioni per l’anno in corso.
Sul fronte dei mangimi, il rapporto Crop Production di ottobre dell’USDA-NASS ha stimato la resa media del raccolto di granturco statunitense a 181,2 bushel per acro. Insieme al rapporto trimestrale Grain Stocks di una settimana prima, questo ha spostato in due settimane le proiezioni delle scorte finali del nuovo raccolto da circa 1,4 o 1,5 miliardi di bushel a 1,8 o 1,9 miliardi, una notizia che LMA definisce positiva per gli acquirenti di cereali. L’analisi completa include i grafici di LMA su export, offerta e domanda.


