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Le condizioni del granturco francese toccano un minimo record

Solo il 23% del granturco francese è in condizioni buone o ottime, minimo storico per FranceAgriMer, e i cereali calano su attese di distensione nel Mar Nero.

Gehrman Kosenkov
Gehrman KosenkovAnalista oli vegetali e grassi
23 settembre 20262 min di lettura

Al 14 settembre il 23% del granturco francese era giudicato in condizioni buone o ottime, contro il 26% di una settimana prima e il 62% di un anno fa. È il dato più basso nelle serie di FranceAgriMer, che partono dal 2011. La raccolta è molto in anticipo: è completata al 27%, contro una media quinquennale del 5%. Il ministero dell’Agricoltura ha tagliato la previsione di raccolto a 8,1 milioni di tonnellate dai 9,0 milioni del mese scorso, contro i 13,9 milioni di un anno fa. Dietro tutti e tre i numeri ci sono il caldo e la siccità persistenti.

I prezzi sono andati nella direzione opposta. Il granturco Euronext è sceso a 264 EUR/mt dai 268 EUR/mt di due settimane prima, e il granturco CBOT con scadenza dicembre a 527 centesimi/bu da 536. A muoverli è stata la diplomazia, non i fondamentali: la Turchia ha ribadito di essere in contatto con entrambe le parti del conflitto nel Mar Nero e di aver inviato una proposta, Russia e Ucraina hanno ventilato un possibile incontro ad Abu Dhabi, e la Lettonia ha deciso di non vietare del tutto il transito di cereali. Nulla di tutto ciò ha risolto il vero problema logistico. Le esportazioni di entrambi i Paesi sono in calo, e anche le rotte alternative sono diventate bersaglio di attacchi militari.

Il frumento si è mosso allo stesso modo. Il frumento da macinazione Euronext con scadenza dicembre è sceso a 242 EUR/mt da 246 EUR/mt, il frumento HRW del CBOT a 784 centesimi/bu da 802 e il frumento SRW del CBOT a 714 da 734. FranceAgriMer ha rivisto al ribasso per il 2026/27 la stima delle esportazioni francesi di frumento tenero all’interno dell’UE a 7,1 milioni di tonnellate da 7,4 milioni e di quelle verso Paesi terzi a 6,3 milioni da 7,0 milioni, ma ha abbassato anche la stima delle scorte di fine campagna, a 3,01 milioni di tonnellate da 3,65 milioni, perché un raccolto più piccolo e un maggiore impiego zootecnico hanno pesato più della domanda estera più debole. In Ucraina la semina del frumento invernale procede in condizioni di deficit idrico, e il ministero dell’Agricoltura ucraino avverte che le superfici potrebbero ridursi per le difficoltà di esportazione e la scarsità di fondi.

I tagli all’offerta sono proseguiti altrove. L’IGC ha ridotto di 4 milioni di tonnellate la stima della produzione mondiale di granturco 2026/27, a 1.301 milioni, con il raccolto statunitense sceso a 401,3 milioni da 406,7 milioni e ben al di sotto dei 432,2 milioni della scorsa campagna, quello UE tagliato a 46,4 milioni e quello indiano a 50 milioni, in parte compensati dall’Argentina, stimata a 69,5 milioni. L’orzo FOB Francia settentrionale è sceso a 225 EUR/mt da 230 EUR/mt, e la soia CBOT con scadenza novembre a 1.303 centesimi/bu da 1.316, complici le prese di profitto degli operatori in vista dell’incontro tra Trump e Xi della prossima settimana. L’analisi sui cereali di Vesper illustra, trimestre per trimestre, le prospettive alla base di questi movimenti.