Il ministero dell’Agricoltura francese ha tagliato la previsione sul raccolto di granturco 2026 a 7,3 milioni di tonnellate dagli 8,1 milioni del mese precedente, dopo ondate di caldo e siccità. È il dato più basso nelle serie del ministero, che risalgono al 1980. FranceAgriMer prevede ora che le scorte di fine campagna di granturco francese nel 2026/27 scendano a 1,1 milioni di tonnellate, il livello più basso dal 1990/91 e il 43% in meno rispetto all’anno scorso, e afferma che il dato potrebbe essere rivisto ancora al ribasso più avanti nella campagna.
I futures sul granturco Euronext sono balzati a nuovi massimi sulla notizia, sostenuti anche dalla chiusura temporanea del canale di Sulina, sul Danubio, attraverso cui transitano i cereali ucraini. Il granturco CBOT si è mosso nella direzione opposta, frenato da un dollaro più forte, dal miglioramento delle condizioni delle colture statunitensi e da un rapporto WASDE ribassista che ha rivisto al rialzo le stime sia di produzione mondiale sia di scorte di fine campagna.
Anche i futures sul frumento Euronext sono saliti, e qui a guidare è l’offerta del Mar Nero più che il meteo. Secondo Rusagrotrans, le esportazioni russe di frumento da luglio a settembre sono state di 7 milioni di tonnellate, contro gli 11,3 milioni di un anno prima. SovEcon ha tagliato la previsione di export per il 2026/27 dai 46 milioni di tonnellate della scorsa campagna a 36,7 milioni, e IKAR la propria da 43 a 29 milioni. Le rotte alternative sono già sfruttate al massimo e finiscono sotto attacco. La Giordania non ha acquistato nulla nella sua gara per frumento da macinazione.
I prezzi dell’orzo hanno seguito il rialzo di frumento e granturco, con un ulteriore sostegno dalle interruzioni dei flussi dal Mar Nero, dato che Russia e Ucraina sono entrambe grandi esportatrici.
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