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Lindt prevede cioccolato natalizio più economico prima delle macinazioni del Q3

Lindt taglierà i prezzi del cioccolato natalizio e ancora da gennaio, mentre a Londra i futures sul cacao salgono del 5,7% prima dei dati di macinazione del Q3.

Justine Rayne White
Justine Rayne WhiteAnalista cacao e cioccolato
8 ottobre 20262 min di lettura

Lindt ha annunciato l’intenzione di tagliare i prezzi dei suoi prodotti dolciari, partendo da prezzi più bassi per i prodotti stagionali di Natale e poi, in modo più ampio, dall’inizio del prossimo anno. I prezzi più bassi dovrebbero riportare i consumatori all’acquisto e sostenere la domanda nel corso del 2027. Questo dipenderà anche da un rallentamento più generale dell’inflazione, che potrebbe non arrivare nel breve periodo finché proseguono i picchi dei prezzi dell’energia legati ai conflitti, ma potrebbe iniziare nel 2027 con la normalizzazione dei mercati energetici. Per ora, i segnali dei grandi produttori di cioccolato indicano una stagione di domanda difficile nel quarto trimestre.

Sul fronte dei prodotti, il mercato del cacao offre la stessa lettura. Il cacao in polvere spot è sceso del 7% su base settimanale, cedendo parte del recente vantaggio relativo sul resto del comparto, e i ratio della massa di cacao e del burro di cacao hanno continuato a scendere, segno di una domanda debole per i prodotti derivati. I margini di trasformazione potrebbero trarre un certo sostegno da fave più economiche dell’anno scorso, ma il maggior costo dell’energia gioca loro contro.

I futures reggono sul rischio meteo

Sulle borse, il cacao ICE Europe è salito del 5,7% nell’ultima settimana, chiudendo a 4.231 GBP/mt sul contratto di dicembre 2026. A inizio mese i prezzi erano scesi sotto i 4.000 GBP/mt per un’offerta abbondante nel breve periodo e da allora si sono mantenuti su livelli più alti per un certo rischio meteo. Il cacao ICE US ha guadagnato il 6,8% a 5.700 USD/mt. L’interesse speculativo appare relativamente basso: nella settimana chiusa il 29 settembre gli speculatori sul cacao ICE hanno ridotto la posizione netta corta di 190 contratti a 26.137, di fatto invariata.

Il rischio meteo è distribuito su diverse origini. In Costa d’Avorio le piogge sono migliorate nel complesso, ma alcune zone di coltivazione restano molto secche, e in Ghana le rilevazioni pluviometriche stanno virando verso un deficit in alcune regioni. Un sondaggio tra i coltivatori pubblicato da Reuters ha rilevato che i produttori temono che le scarse piogge possano protrarsi fino a ottobre, portando a una fine anticipata del raccolto principale e a un possibile calo dei volumi di circa il 17% rispetto al 2025/26. Le piogge di ottobre saranno decisive per le prospettive del 2026/27. Fuori dall’Africa occidentale, in Ecuador le piogge sono molto sopra la media, con la stampa locale che segnala il rischio di un calo di circa 100.000 tonnellate, mentre l’Indonesia, ancora a corto di pioggia, dovrebbe vedere l’offerta scendere sotto le 200.000 tonnellate.

Vesper vede diversi rischi sull’offerta per il quarto trimestre, insieme a una possibile debolezza persistente della domanda in Europa che sta limitando il potenziale di rialzo. Le macinazioni del terzo trimestre, attese a metà mese, dovrebbero mostrare se le prospettive dei consumi reggono.