Carne e pollameStati Uniti

La corsa della carne scura si raffredda e le cosce con dorso puntano ai 40 centesimi

Le cosce con dorso sfuse sono scese dal record di poco oltre 0,60 USD/lb a 0,52-0,54, e LEAP le vede nella fascia medio-alta dei 40 centesimi.

Megan Hidden
Megan HiddenCoordinatrice marketing
9 settembre 20263 min di lettura

Le cosce di pollo con dorso sfuse sul mercato spot all’ingrosso sono scese dal massimo storico nominale di poco più di 0,60 USD/lb, toccato a inizio estate secondo i dati USDA, a circa 0,52-0,54 USD nelle rilevazioni più recenti. LEAP Market Analytics si attende che restino nella fascia medio-alta dei 40 centesimi per tutto l’autunno e l’inverno prima di recuperare, e che l’anno prossimo mettano a segno un andamento simile a quello di quest’anno.

Il quadro della domanda alle spalle di quel movimento è meno confortevole di quanto fosse. Per diversi anni una domanda proteica robusta ha assorbito la crescita dell’offerta, ma quell’equilibrio si è ormai spostato ed è la domanda il lato che fatica a tenere il passo. La carne scura ha retto meglio della maggior parte del comparto: le cosce con dorso poggiano su basi molto più solide rispetto alla seconda metà degli anni 2010 o ai primi anni 2020, anche se LEAP legge il recente rialzo ciclico della domanda di cosce con dorso come in perdita di slancio e ormai su un plateau. I consumatori stanno riducendo la spesa di fronte agli alti prezzi dei carburanti seguiti al conflitto tra Stati Uniti e Iran, dopo essersi già messi sulla difensiva sui prezzi della carne bovina, quindi una fuga verso il prodotto più conveniente dovrebbe dare un sostegno residuo alla carne scura. La pressione macroeconomica più ampia rende comunque difficile sostenere una visione troppo rialzista. Le sovraccosce di pollo con osso cominciano a risultare interessanti in termini relativi.

Il programma export si regge su quattro piccoli acquirenti

Le esportazioni di pollo da carne hanno raggiunto 555 milioni di libbre a luglio, sopra le attese ma ancora lo 0,4% sotto lo stesso mese dell’anno scorso, portando le spedizioni da gennaio a luglio a 3,78 miliardi di libbre, lo 0,5% sopra il ritmo del 2025. La parte insolita è la composizione. Le spedizioni verso ciascuna delle prime cinque destinazioni sono calate rispetto all’anno scorso, e il volume è stato rimpiazzato da partner più piccoli e di norma meno rilevanti: Angola, Ghana, Vietnam e Haiti hanno aumentato ciascuno di almeno il 30% quest’anno gli acquisti di carne di pollo statunitense.

Anche con spedizioni in crescita, le esportazioni non tengono il passo della produzione. Nel secondo trimestre hanno rappresentato il 12,8% della produzione interna di pollo da carne pronto a cuocere, la quota export più bassa da esattamente 22 anni, il che rende il programma export un fattore netto positivo per la disponibilità interna quest’anno. La disponibilità pro capite è prevista in aumento del 2,0% rispetto all’anno scorso nel terzo trimestre e del 2,4% nel quarto, per un incremento annuo del 3,3% a 75,4 libbre su base disossata. LEAP si attende un appiattimento il prossimo anno, con una crescita al massimo dello 0,5%, mentre l’espansione della produzione rallenta verso il 2027. L’offerta pro capite complessiva di carne bovina, carne suina, pollo e tacchino è già a livelli record e sembra destinata a restare abbondante per tutto il prossimo anno.

LEAP resta scettica sul fatto che il programma export possa offrire una prestazione di rilievo a breve, ma vista la traiettoria in prevalenza positiva della domanda globale di pollo, la relativa convenienza del prodotto statunitense e un dollaro fiacco, una crescita modesta ma continua anche il prossimo anno appare ragionevole.