Il mercato europeo delle uova è in una fase di stallo. I prezzi sono rimasti quasi fermi nelle ultime due settimane e il consueto rialzo di ottobre non è ancora arrivato. Nella maggior parte degli anni i prezzi iniziano a salire all’inizio di ottobre, quando il clima più freddo riporta i consumatori a preparare dolci e pane in casa e i trasformatori cominciano ad acquistare per Natale. Finora non è successo né l’uno né l’altro. Le quotazioni olandesi sono rimaste invariate per la sesta settimana consecutiva, un fatto raro per il periodo, e i compratori tedeschi attendono di vedere cosa succederà.
Le uova per l’industria hanno ceduto nelle ultime due settimane: sul Vesper Price Index le uova da allevamento in gabbia destinate alla trasformazione sono scese del 4,5% e le uova da allevamento all’aperto destinate alla trasformazione del 5,1%. I trasformatori di tutta l’Europa occidentale sono ben coperti, la domanda di alimenti trasformati delude e i trasformatori olandesi riferiscono di ricevere offerte sufficienti di uova dall’estero. Nel primo semestre le importazioni di uova da paesi extra-UE hanno superato di oltre l’80% i livelli di un anno prima, trainate da Ucraina e Turchia, e questa offerta mette un tetto ai prezzi delle uova da allevamento in gabbia e delle uova da industria ogni volta che i prezzi salgono nell’Europa occidentale.
La fascia premium resta scarsa
L’offerta di uova biologiche resta scarsa in tutta l’Europa occidentale, le uova da allevamento all’aperto sono difficili da reperire in Francia e le uova di calibro XL scarseggiano in Germania, mentre le uova da allevamento in gabbia e da allevamento a terra sono pienamente disponibili. L’analisi di Vesper indica una delle cause della carenza di uova biologiche: le norme UE sul biologico non consentono più una piccola quota di proteine convenzionali nei mangimi biologici per il pollame. Con i soli mangimi biologici è difficile garantire alle galline il giusto equilibrio proteico, quindi depongono meno, e i produttori francesi affermano che questo sta scoraggiando gli allevatori dalla produzione biologica.
L’influenza aviaria è l’incognita. Finora l’Europa ha registrato solo casi sporadici al di fuori degli allevamenti commerciali, tra cui un allevamento amatoriale in Belgio vicino al confine olandese e un piccolo allevamento in Scozia. Il caso scozzese è costato al Regno Unito lo status di paese indenne. L’istituto tedesco per la salute animale prevede un aumento dei rilevamenti nel corso di ottobre con la migrazione degli uccelli.
Negli Stati Uniti il recupero di settembre si è esaurito. I prezzi all’ingrosso delle uova bianche rilevati dall’USDA per le uova grandi da allevamento in gabbia sono scesi del 23,5% nelle ultime due settimane per il rafforzamento dell’offerta, mentre il mercato delle uova brune ha preso forza grazie alle promozioni al dettaglio. L’analisi completa approfondisce cosa dovrebbe innescare il rialzo stagionale in Europa e le prospettive per i costi dei mangimi su entrambe le sponde dell’Atlantico.


