
Nel nostro ultimo articolo, i 9 tratti essenziali dei trader di materie prime di successo, abbiamo guardato alle caratteristiche necessarie per sopravvivere in questo settore duro ma gratificante. Quelle qualità da sole, però, non bastano. Per prosperare servono pratiche, abitudini e principi concreti.
Attingendo alle conversazioni con alcuni dei principali trader e dirigenti di materie prime del mondo nel podcast The Strong Source, ecco dieci consigli per avere successo: spunti raccolti da ospiti come Martijn Noordhoek, Kristine Hochbaum, Rob Gosman, Kendra Rhodes, David Behrends e molti altri.
1. Padroneggiate i fondamentali prima di ogni altra cosa
Prima di preoccuparvi di modelli, algoritmi o «istinto», dovete capire i mattoni del vostro mercato. Più volte gli ospiti hanno sottolineato la forza delle relazioni fra offerta, domanda e prezzo.
Fausto Filice, veterano del trading di frumento, ha insistito su questo punto parlando dei consigli per chi comincia: «Il mio consiglio è di imparare le basi. Credo che la gente provi già a speculare troppo sui futures, guardando solo i grafici e il momentum. Va bene, ma per me non è una buona base per fare trading. Dovete mettere il tempo che serve per studiare i mercati su cui operate. L’offerta e la domanda restano la base, i nostri mercati funzionano ancora su offerta e domanda.»
Nello zucchero, Martijn Noordhoek ha notato una divisione che diventa evidente solo quando si vive dentro i fondamentali: «Lo zucchero bianco si muove molto come una soft commodity, ma appena si passa allo zucchero grezzo il confronto regge molto meglio con il granturco o i cereali. Lo si capisce solo quando si è entrati davvero nei fondamentali di come funziona ciascun mercato.»
Dwight Anderson ha rafforzato questa lezione: «Alla fine i fondamentali contano sempre. Se porto il caffè a 3,35 dollari per libbra, andrà a un dollaro e venticinque. Il percorso, la gestione del rischio e il tempismo sono la vera variabile critica, ma non si può cambiare il livello smisurato di offerta e domanda.»
I fondamentali non sono la prima cosa da imparare: sono l’ultima che potete permettervi di dimenticare.
2. Immergetevi nei mercati fisici
Libri e schermi vi portano solo fino a un certo punto. Molti dei nostri ospiti hanno parlato con passione dell’importanza di avvicinarsi alla fonte della materia prima: aziende agricole, stabilimenti, porti e magazzini.
Willem Zimmerman lo ha scoperto il primo giorno. Appena uscito dall’università e impaziente di cominciare la carriera, pensava che avrebbe passato le giornate davanti agli schermi ad analizzare grafici. Il suo nuovo datore di lavoro aveva altri piani: «Mi hanno preso il passaporto e mi hanno detto: la settimana prossima ti mandiamo in Costa d’Avorio. Puoi tornare quando pensi di aver capito la catena del valore.»
Dopo quattro settimane sul campo qualcosa è scattato. «Era davvero quello il modo di imparare. Mi sono appassionato all’idea di essere esposto e di sentirmi parte di quel business», ricorda Willem.
Kendra Rhodes ha avuto la sua scintilla sul campo in uno stabilimento di trasformazione della soia, parlando con gli agricoltori al banco commerciale e comprando semi direttamente: «Lì ho pensato: caspita, è una cosa bellissima. Non c’era un giorno uguale all’altro.»
L’immersione dà vita alle materie prime. Àncora la vostra analisi alla realtà e vi aiuta a percepire i cambiamenti prima che arrivino nei dati.
3. Passate del tempo a osservare, non solo a leggere
Diversi ospiti hanno sottolineato che le loro svolte più importanti non sono arrivate dai libri di testo, ma dal sedersi accanto ai veterani e guardarli lavorare.
Kristine Hochbaum, che ha costruito una carriera di 19 anni in Cargill, ha raccontato come si è fatta strada nel trading: «Ho passato ogni momento della giornata a imparare dai trader, cercando progetti da fare con loro per cominciare a capire. Ho messo in chiaro che volevo diventare trader.»
Rob Gosman, con oltre 30 anni nel trading dell’energia, è stato ancora più diretto parlando di che cosa dovrebbero fare i giovani trader: «Se arrivate sulla sala operativa, spremete quelle persone, fate domande finché non si stufano di voi, pagate birre finché non hanno più storie da raccontare, perché sono quelle le persone che vi insegneranno cose che non potreste mai imparare da soli.»
Osservare vi mostra come i professionisti ragionano in tempo reale, come gestiscono l’incertezza e come reagiscono quando le cose vanno storte. Come dice Rob, si assorbe più di quanto qualunque libro potrà mai insegnare.
4. Abbiate sempre procedure di gestione del rischio molto chiare
In tutte le nostre conversazioni, un messaggio è arrivato forte e chiaro dai trader veterani: la gestione del rischio separa i professionisti dai giocatori d’azzardo. Non potete controllare la direzione del mercato, ma potete controllare quanto siete disposti a perdere.
Come ricorda il nostro conduttore Martijn Bron, «una delle migliori policy di gestione del rischio che abbia mai letto l’ha scritta Ed Turner in persona»: l’uomo dietro il leggendario framework di trading di Mandara e la disciplina che gli è valsa un rispetto diffuso.
Ma la gestione del rischio non si riduce a modelli VAR sofisticati o a limiti di posizione. Denis Zaica ha spiegato come la vera consapevolezza del rischio parta dal livello più concreto: «Ti rendi conto subito: che cosa sto comprando esattamente? Che cosa può andare storto? Forse il rischio di controparte, forse il rischio di esecuzione, forse l’esposizione al mark-to-market. È lì che cominci a formarti un’opinione.»
I trader migliori non rincorrono per prima cosa il rialzo. Costruiscono sistemi che li proteggono al ribasso e assicurano loro di poter operare anche il giorno dopo. Come dice Kendra Rhodes, «in sostanza si tratta di aiutare i clienti a gestire il rischio di prezzo, non di scommettere sulla direzione».
I trader di successo non rincorrono per prima cosa il rialzo. Costruiscono sistemi che li proteggono al ribasso.
5. Non siate dogmatici, restate sempre critici
I mercati evolvono. Quello che funzionava ieri può non funzionare domani. Restare flessibili e mettere in discussione le proprie ipotesi è vitale.
Per Kristine Hochbaum l’adattabilità ha continuato ad aprire porte: «Ogni volta che tornavo dal congedo di maternità finivo con un incarico più grande, perché non ho mai dato per scontato che il vecchio modo fosse l’unico. Bisogna sempre adattarsi.»
Stephane Bernhard, responsabile del trading di materie prime in ETG, ha applicato la stessa mentalità già all’inizio degli anni 2000. Mentre altri guardavano solo i grafici, lui stava già sviluppando strategie di trading sistematico: «Stavo già sviluppando strategie sistematiche perché non credevo che un solo stile di trading bastasse.»
I trader migliori non sono legati a una sola teoria o a un solo approccio. Testano, mettono in discussione e correggono di continuo i loro metodi in base alle nuove condizioni di mercato.
6. Accettate il fallimento come maestro
Ogni trader affronta perdite e delusioni. La differenza fra chi ha successo e tutti gli altri sta nel modo in cui reagisce.
Willem Zimmerman la mette in modo semplice: «Quando perdete, non perdete la lezione.» Si tratta di riflettere su che cosa è andato storto in un’operazione, capire perché e assicurarsi di non ripetere lo stesso errore. Rob Gosman ha ripreso la stessa idea, ricordandoci che «gli errori non sono errori se ci si impara qualcosa: sono investimenti».
I trader che durano in questo mestiere sono quelli che accolgono il fallimento come maestro, non come nemico.
7. Decidete con sicurezza anche con informazioni incomplete
Nelle materie prime non avete mai tutti i dati che vorreste. L’informazione perfetta è un lusso che nei mercati reali non esiste.
Come ha osservato Marc Perathoner: «Da trader prendi decisioni con un certo grado di incertezza, perché non hai tutte le informazioni. Per questo la gestione del rischio è così importante: conta quello che fai dopo aver preso la decisione.»
I trader di successo con cui abbiamo parlato hanno imparato a decidere con sicurezza nonostante l’incertezza. Hanno sviluppato framework e processi che li aiutano ad agire con decisione quando altri restano paralizzati da informazioni incomplete.
8. Fate corrispondere la propensione al rischio alla responsabilità
Oscillazioni ampie richiedono di assumersi la piena responsabilità.
Nella sala operativa di Cargill a Ginevra la cultura era esigente: «Era un ambiente duro, con persone molto intelligenti e sfidanti. Se volevi starci, dovevi prenderti la responsabilità delle tue posizioni», ricorda Alex Sanfeliu.
E il mercato tiene il punteggio, come scherza Fausto Filice: «A Ginevra te la puoi cavare in pantaloncini e ciabatte solo se guadagni sempre. Alla fine della giornata è il mercato a chiederti conto.»
Questo principio crea un equilibrio naturale: prendetevi i rischi che volete, ma assumetevi fino in fondo le conseguenze. Il coraggio senza responsabilità diventa avventatezza, e i trader avventati non durano a lungo.
9. Sviluppate una disciplina incrollabile
Quando arriva il caos, la disciplina vi tiene in partita. Per Kristine Hochbaum non era negoziabile: «La disciplina di trading era una cosa che probabilmente i miei team si erano stufati di sentirmi ripetere, ma non operavamo se la nostra casa non era in ordine. Se hai un dubbio sulla tua posizione, non hai alcun motivo di fare trading finché non capisci qual è la tua posizione.»
Il processo vi protegge, aggiunge Kendra Rhodes: «Devi avere un processo… Non puoi semplicemente dire: oh cavolo, adesso cambiamo piano.»
Ed Turner amava la frase di Mike Tyson perché corrispondeva alla realtà: «Tutti hanno un piano finché non prendono un pugno in faccia. E quello era il mio punto di forza da trader. Prendo pugni in faccia di continuo e riesco comunque a restare su un piano e ad avere un piano, ma molte persone non funzionano così.»
10. Tenete viva la vostra rete
La vostra rete è una delle risorse più preziose nelle materie prime. Le relazioni aprono porte, forniscono informazioni e vi tengono con i piedi per terra.
Rob Gosman, che oggi opera in proprio dopo decenni nelle grandi società, ha spiegato come la sua rete lo tenga affilato: «Ho 30 anni di contatti nei mercati. Mi tengono sulla retta via. Mi dicono quando stare fuori dai guai o se la mia logica regge.»
David Behrends ha raccontato un esempio perfetto di come si è sviluppata la sua carriera nel settore del caffè: «È stato tramite l’amico di un amico di un amico che sono finito in Argentina. È così che si fanno le carriere in questo settore.»
Le vostre relazioni diventano una delle vostre risorse di trading più preziose. Il mondo delle materie prime è sorprendentemente piccolo e le connessioni contano enormemente.
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