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Il prezzo alla produzione del cacao in Ghana parte ben sopra quello ivoriano

Il Ghana alza del 2,4% il prezzo alla produzione del cacao, ben sopra quello ivoriano nonostante l'intesa. Contrabbando e finanziamento segnano la campagna.

Martijn Bron
Martijn BronMercato cacao, co-conduttore Strong Source
30 settembre 20263 min di lettura

A giugno Ghana e Costa d’Avorio avevano concordato di armonizzare i prezzi alla produzione e le date di avvio della campagna. La nuova campagna si è aperta senza che ciò avvenisse. Il Ghana ha alzato il prezzo alla produzione del cacao del 2,4%, a 42.400 cedi per tonnellata, circa 3.686 USD, mentre la Costa d’Avorio ha aperto la campagna il 1° settembre a 1.200 franchi CFA al chilogrammo, circa 2,12 USD. L’amministratore delegato del COCOBOD, Ransford Abbey, ha dichiarato che il Ghana resta impegnato ad allinearsi alla Costa d’Avorio ma che il processo richiederà tempo, e che i due paesi collaboreranno per contrastare il contrabbando.

Secondo Martijn Bron, che firma il report quindicinale di Vesper sul mercato del cacao, il divario incentiva il contrabbando e peserà sulle stime settimanali degli arrivi ivoriani, che di solito muovono il mercato più dei dati ghanesi sulle fave classificate e sigillate, dato che questi vengono pubblicati solo in modo irregolare. Nel 2023/24, quando i prezzi erano più alti fuori dal Ghana, il flusso andava nella direzione opposta, e il COCOBOD aveva stimato in circa 160.000 tonnellate le perdite dovute al contrabbando. Victus Dzah della Chamber of Cocoa Marketers Ghana ha avvertito che un forte aumento del prezzo ghanese potrebbe cambiare la direzione dei flussi transfrontalieri. Le fave attirate verso il Ghana potrebbero gonfiare i volumi ufficiali di acquisto e creare problemi di tracciabilità e di controllo qualità.

Il finanziamento è l’altro punto di tensione

Un’associazione di categoria che rappresenta le società di acquisto autorizzate del Ghana afferma che il COCOBOD deve loro quasi 4 miliardi di GHS (348 milioni di USD), una stima che il COCOBOD non ha confermato in modo indipendente. L’ente regolatore afferma che saldi di questo tipo non sono insoliti a fine campagna e intende incontrare gli acquirenti per riconciliarli. Il prestito sindacato offshore che per decenni ha finanziato gli acquisti è stato interrotto nel 2024, e il COCOBOD intende ora ancorare il finanziamento del 2026/27 al mercato dei capitali interno del Ghana, anche con cambiali finanziarie in cedi a 270 giorni. Bron osserva che finanziare il raccolto ghanese è già una sfida importante prima ancora di contare le fave di contrabbando, e lo stesso COCOBOD prevede un calo della produzione di almeno il 16% in questa campagna.

I futures rimbalzano sui 4.000 GBP

I futures sul cacao di marzo a Londra sono saliti di 266 GBP, ovvero il 6,5%, su base settimanale, e il contratto di marzo a New York ha guadagnato il 5,5%, anche se entrambi restano sotto i livelli di due settimane fa. Londra ha provato a sfondare al ribasso i 4.000 GBP, ma ogni giorno della scorsa settimana è risalita allontanandosi da quella soglia, cosa che Bron interpreta come un segnale, anche se non ancora convincente. Sul fronte meteo, l’Organizzazione meteorologica mondiale vede una probabilità vicina al 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027 compreso, e Fitch Solutions stima il raccolto ivoriano 2026/27 in 1,7 milioni di tonnellate, in calo del 17,5%. Bron si attende che nelle prossime settimane l’attenzione si concentri sugli arrivi e sui segnali dell’impatto di El Niño, con i dati di macinazione del terzo trimestre attesi a metà ottobre.