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Le cartiere cinesi di ovatta di cellulosa non fermano le macchine nonostante i margini sottili

Gli ultimi Tissue Market Highlights di EMGE mostrano la Cina che fa girare la nuova capacità anche a margini sottili, mentre la domanda cede in Occidente.

Megan Hidden
Megan HiddenCoordinatrice marketing
20 agosto 20262 min di lettura

La domanda mondiale di ovatta di cellulosa è stata molto disomogenea per area geografica a maggio, secondo gli ultimi Market Highlights di EMGE, e la spaccatura è più profonda di un semplice rallentamento regionale. In Europa occidentale e in Nord America la domanda è calata moderatamente, perché i prezzi hanno smesso di salire e i compratori si sono sfilati dalla ricostituzione delle scorte. In Cina, Giappone e Corea il quadro sembra opposto: i dati ufficiali di produzione indicano una crescita dei volumi a doppia cifra su base annua.

Quella crescita non è trainata dalla domanda. Le fonti di EMGE in Cina riferiscono che le cartiere tengono le macchine in funzione solo per non fermarle, anche quando questo significa vendere sotto la soglia di redditività. Nel secondo semestre del 2025 la Cina ha aggiunto quasi 400.000 tonnellate all’anno di nuova capacità di ovatta di cellulosa, e una quota rilevante di questa nuova produzione finisce direttamente nei magazzini degli stabilimenti anziché nei consumi. La domanda di ovatta di cellulosa è una delle categorie meno volatili che esistano: famiglie, uffici e strutture assistenziali non ne consumano all’improvviso molta di più senza una crisi sanitaria, quindi la crescita dichiarata non quadra con il consumo reale. I prezzi asiatici avevano già toccato il massimo a febbraio e stavano di nuovo cedendo ben prima di maggio, un segnale che a spingere la crescita sono le cartiere e non i consumatori.

I tassi di utilizzo degli impianti mostrano lo stesso squilibrio da un’altra angolazione. A maggio l’Europa occidentale ha operato all’80% e il Nord America all’85%, entrambi coerenti con il contesto di domanda più debole in quelle aree. Cina, Giappone e Corea hanno operato appena al 71% e il resto del mondo al 69%, tassi bassi che si accordano male con la crescita della produzione dichiarata e che indicano una capacità in anticipo su ciò che il mercato riesce davvero ad assorbire. Per i compratori la lettura è che l’offerta asiatica di ovatta di cellulosa appare più disponibile di quanto suggeriscano i numeri di crescita dei titoli, mentre l’Europa occidentale e il Nord America restano meglio equilibrate fra l’offerta e la domanda effettivamente presente.