Energia

La decisione è presa: l'UDB sarà obbligatoria, ma gli attori del mercato sono pronti al calendario che cambia?

Scoprite le ultime novità sull'attuazione della banca dati dell'Unione per i biocarburanti (UDB) e il suo impatto sui tempi del settore.

Gehrman Kosenkov
Gehrman KosenkovAnalista oli vegetali e grassi
Pubblicato 18 ottobre 2024 · Aggiornato 24 ottobre 20249 min di lettura

Questo articolo è stato aggiornato l’ultima volta il 24 ottobre 2024 e riflette la posizione normativa di allora. I tempi e le aspettative descritti non sono stati aggiornati da allora. Per la copertura di mercato attuale, visitate la nostra sezione di analisi di mercato.

- Con il contributo di Patrick Lynch, fondatore di Bioledger ed esperto di biocarburanti

Nel giugno 2022 l’Unione europea ha introdotto la banca dati dell’Unione per i biocarburanti (UDB) nel quadro della direttiva sulle energie rinnovabili (RED), relativa all’energia. L’UDB è una piattaforma digitale valida in tutta l’UE, pensata per tracciare i requisiti di sostenibilità, le transazioni e i movimenti dei biocarburanti lungo la catena di fornitura (importazioni ed esportazioni comprese), così da garantire il rispetto degli obiettivi dell’Unione sulle energie rinnovabili e prevenire le frodi. L’articolo 28 della RED impone ai sistemi degli Stati membri e ai sistemi volontari di assicurare che gli operatori economici registrino tutte le transazioni nell’UDB, come condizione per la conformità alla RED.

Il regolamento di esecuzione 2022/996 ha dato ai sistemi volontari, agli organismi di certificazione e agli operatori economici maggiori indicazioni e il termine entro cui iniziare a usare l’UDB una volta operativa. Inizialmente l’UDB doveva entrare in funzione nell’aprile 2023. È stato messo a disposizione un ambiente di prova, ma il termine di attuazione è stato prorogato a gennaio 2024, dopo le lamentele del settore e dei sistemi volontari. A seguito di ulteriori test e riscontri, il termine è stato spostato di nuovo al 21 novembre 2024, data entro la quale l’UDB deve essere pienamente operativa e quindi obbligatoria ai fini della conformità.

«Questo calendario mutevole ha creato confusione nel settore dei biocarburanti, in particolare sul fatto che l’UDB entri davvero in vigore il 21 novembre 2024 e che il suo uso sia obbligatorio da quella data», ha detto Patrick Lynch, fondatore di Bioledger. Buona parte di questa incertezza nasce dal fatto che i sistemi volontari e i loro organismi di certificazione, responsabili di comunicare le regole e di verificare la conformità alla RED, non hanno ancora incoraggiato gli operatori economici a iniziare a usare l’UDB. Benché la registrazione di tutte le transazioni nell’UDB sia stata aggiunta come criterio di conformità rilevante nel gennaio 2024, come condizione per mantenere lo stato di sistema volontario approvato dalla CE, questo criterio non viene verificato sul mercato dai revisori. Una non conformità grave comporterebbe di norma la sospensione del certificato, una sanzione riservata alle frodi intenzionali o a un fallimento sistemico sulla tracciabilità.

«Molti operatori economici si affidano in larga misura a questi sistemi volontari e agli organismi di certificazione per avere indicazioni e, senza una direzione chiara, resta incerto quanto severamente l’UDB verrà fatta rispettare», ha detto Patrick. La mancanza di formazione nelle lingue locali complica ulteriormente la situazione.

Ad aumentare la confusione, l’ISCC, uno dei principali organismi di certificazione, ha comunicato che il 21 novembre è un termine «fortemente raccomandato» per gli operatori economici, più che rigorosamente obbligatorio. Questo ha intorbidato ancora di più le acque sull’applicazione dell’UDB.

In questo articolo proveremo a fare più chiarezza sui tempi dell’UDB, su che cosa significhi per le aziende e sul loro grado di preparazione, e sull’impatto sul mercato del biodiesel.

Quando l’UDB diventerà realtà?

La settimana scorsa la Commissione europea ha pubblicato un atto delegato che aggiunge informazioni sull’UDB. L’atto affronta le questioni ancora aperte su un requisito normativo che le aziende e i loro revisori dovranno rispettare per garantire tracciabilità, sostenibilità e conformità della produzione e del commercio di biocarburanti nel quadro della direttiva sulle energie rinnovabili (RED). Secondo l’atto, l’UDB diventerà effettivamente obbligatoria. Prevede che i sistemi volontari abbiano una settimana per aggiornare la banca dati con certificati nuovi o rinnovati e che gli operatori economici abbiano tre giorni lavorativi per registrare le proprie transazioni nell’UDB. Rende inoltre incondizionato l’obbligo per i sistemi volontari di incentivare l’uso dell’UDB sospendendo o revocando i certificati in caso di inadempienza.

Per le prossime settimane l’atto resta in fase di consultazione e deve essere finalizzato prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Commissione europea. Una volta pubblicato, la conformità all’UDB entrerà ufficialmente in vigore 20 giorni dopo. Questo solleva la domanda: il termine del 21 novembre sarà rispettato, o ci sarà un altro rinvio? Ecco quello che sappiamo:

  • Il periodo di consultazione si chiude il 7 novembre, dopodiché i riscontri delle parti interessate saranno esaminati e integrati
  • Durante una recente call con le parti interessate, uno dei responsabili del progetto ha stimato che potrebbero servire da 1 a 2 mesi aggiuntivi dopo la consultazione per finalizzare e recepire i riscontri prima della pubblicazione dell’atto. Si noti che non si tratta di una dichiarazione ufficiale, ma di una supposizione.
  • Una volta pubblicato, l’UDB diventerà obbligatoria 20 giorni dopo.

Sulla base di questo calendario, Vesper ritiene che l’UDB possa essere applicata all’inizio del 2025.

Attualmente l’UDB è già operativa per le catene di fornitura dei liquidi, mentre gli operatori del gas sono in fase pilota. Questi sviluppi in corso indicano che l’infrastruttura per un’attuazione più ampia sta gradualmente prendendo forma.

Che cosa significa l’UDB per le aziende?

Una volta che l’UDB sarà ufficialmente in vigore, gli operatori economici della catena di fornitura dei biocarburanti (quelli che trattano combustibili liquidi e gassosi per il settore dei trasporti) dovranno registrare nell’UDB le proprie attività e i dati della catena di fornitura. È uno sviluppo decisivo nel quadro della direttiva sulle energie rinnovabili, volto a rafforzare trasparenza e sostenibilità in tutto il settore dei biocarburanti.

Gli operatori economici dovranno trasmettere vari tipi di informazioni, fra cui:

  • Dettagli sulle materie prime dai primi punti di raccolta.
  • Dati relativi alle certificazioni di sostenibilità e alle emissioni di gas serra.
  • Informazioni sulla lavorazione e sulla trasformazione dei materiali.
  • Registrazioni complete delle transazioni (acquisti e vendite) riguardanti materie prime o combustibili.

In particolare, l’atto delegato delinea obblighi dettagliati per gli operatori economici. Fra questi figurano la fornitura di recapiti completi, identificativi aziendali univoci e tutti i dati riportati nei certificati di sostenibilità, come il tipo di materiali certificati in ciascun sito, i metodi di calcolo delle emissioni di gas serra utilizzati e i periodi di validità delle certificazioni. Inoltre, i primi punti di raccolta devono fornire l’elenco completo dei propri punti di origine, con recapiti, identificativi univoci e stime della capacità di produzione di materia prima.

Il regolamento è severo in materia di conformità. Il mancato rispetto degli obblighi di registrazione nell’UDB può portare a conseguenze gravi, come la sospensione o il ritiro dei certificati di sostenibilità da parte dei sistemi volontari o nazionali.

L’impatto sul mercato dei biocarburanti

Ci si aspetta che l’attuazione dell’UDB abbia effetti significativi sul mercato dei biocarburanti, in particolare restringendo la catena di fornitura e spingendo i prezzi al rialzo. Uno degli impatti più rilevanti sarà probabilmente la riduzione delle materie prime e del biodiesel fraudolenti che entrano sul mercato, ha detto Patrick. Rafforzando trasparenza e tracciabilità, l’UDB punta a eliminare gli operatori che non rispettano gli standard di sostenibilità o che approfittano delle scappatoie.

Questo cambiamento atteso richiama precedenti interventi normativi e indagini per frode nel settore. Nel 2019 l’azienda olandese Biodiesel Kampen è finita al centro di un grave scandalo. All’epoca i biocarburanti certificati sostenibili forniti da Biodiesel Kampen rappresentavano quasi un terzo di tutta la produzione olandese di biodiesel. L’azienda è però risultata aver etichettato falsamente come biocarburanti avanzati da rifiuti importazioni di combustibili più economici e non sostenibili. Le autorità hanno scoperto che aveva manipolato la documentazione per far passare prodotti non conformi come legittimi, approfittando di sussidi destinati a operazioni sostenibili. In seguito all’indagine e alla successiva revoca delle certificazioni, Biodiesel Kampen ha dovuto affrontare un’azione legale e alla fine ha dichiarato fallimento entro il 2019. Il caso ha messo in evidenza la necessità di controlli e misure di conformità più stringenti. Con accuse analoghe provenienti dalla Cina e dall’Estremo Oriente, indicate come causa del crollo dei prezzi dei biocarburanti e delle materie prime in Europa e negli Stati Uniti, sia il settore sia i regolatori hanno chiesto un’applicazione molto più forte della tracciabilità, compresa l’attuazione dell’UDB. Alla riunione dei ministri dell’Energia dell’UE della settimana scorsa, l’UDB è stata indicata come la soluzione alle preoccupazioni sulle importazioni di biocarburanti sollevate dai ministri dell’energia irlandese, olandese, tedesco e belga. La pressione è alta.

Patrick Lynch, fondatore di Bioledger, prevede che l’UDB avrà un effetto stabilizzante analogo rimuovendo dal mercato gli operatori non conformi. Attraverso Bioledger, Lynch aiuta le aziende a gestire le attività sui biocarburanti, a ridurre le frodi e a garantire la conformità nei processi di certificazione, in linea con gli obiettivi più ampi dell’UDB di rafforzare l’integrità del mercato dei biocarburanti. Nello specifico, Bioledger è una piattaforma digitale che traccia la sostenibilità e la tracciabilità dei biocarburanti, assicurando la conformità alle normative dell’UE e degli Stati Uniti. Copre l’intera catena di fornitura, dalla raccolta della materia prima alla produzione del biocarburante, usando un software automatizzato di bilancio di massa che si integra direttamente con l’UDB.

Le aziende sono pronte?

Se da un lato la spinta normativa verso la registrazione obbligatoria nell’UDB si fa più chiara, dall’altro molti operatori di mercato non sono ancora pronti a rispettare i nuovi requisiti. Nonostante l’importanza dell’UDB, un numero consistente di operatori economici è in ritardo sulla preparazione. Come ha sottolineato Patrick, molti operatori non sono ancora pronti ed è improbabile che siano pienamente conformi entro novembre. La formazione tecnica sull’uso dell’UDB è stata sufficiente, ma le aziende hanno bisogno di sapere con precisione come ottimizzare la rendicontazione delle proprie attività specifiche, e le linee guida fornite sono percepite da alcuni come inadeguate. Questa impreparazione è particolarmente marcata al di fuori dell’Unione europea, dove la discussione sui processi e sui requisiti dell’UDB resta scarsa.

La Commissione UE ha dichiarato che il 2024 è un anno di transizione, chiarendo che ci sarà tempo per adattarsi e migliorare senza un’applicazione rigorosa. La Commissione non ha però specificato quanto durerà questo periodo di transizione, lasciando le aziende incerte su che cosa aspettarsi oltre il 2024. Patrick Lynch ritiene che servirà altro tempo, fino al primo trimestre del 2025, perché gli operatori comprendano pienamente il sistema UDB e mettano in atto le procedure necessarie a restare conformi. La Commissione ha cercato di coordinare l’avvio e, a settembre, ha comunicato ai sistemi volontari che tutti i primi raccoglitori avrebbero dovuto essere inseriti entro il 1° ottobre 2024, così che produttori e trader a valle potessero ricevere scorte UDB e passare da 0 al 100% di conformità UDB in tempo per il termine di novembre.

In sintesi, se da un lato l’UDB è operativa e la decisione di renderla obbligatoria è stata presa, dall’altro il calendario preciso della sua applicazione resta incerto. L’atto delegato pubblicato la settimana scorsa offre un po’ della chiarezza di cui c’era bisogno, ma il processo di consultazione e i successivi passaggi normativi lasciano ancora un margine di ambiguità sulla data ufficiale di attuazione. Per ora, la fine di dicembre 2024 sembra il termine più ravvicinato possibile, ma nulla è scolpito nella pietra.

Quel che è chiaro, però, è che l’UDB sarà uno strumento normativo cardine per garantire la sostenibilità e la tracciabilità dei biocarburanti nell’UE. La sua introduzione spingerà probabilmente alcuni operatori fuori dal mercato, mentre quelli che resteranno dovranno investire in formazione adeguata, gestione dei dati e sistemi di conformità per soddisfare requisiti stringenti.