
Nell’ultimo episodio dello Strong Source Commodity Podcast abbiamo avuto il piacere di sederci a tavolino con Boudewijn van Vliet, trader di materie prime con oltre 20 anni di esperienza. Il percorso professionale di Boudewijn è tutto fuorché tipico: dal trading su alcuni dei mercati più volatili al mondo all’avventura imprenditoriale nel clean tech. La sua storia offre spunti preziosissimi a chiunque si interessi al mondo dinamico e spesso imprevedibile delle materie prime.
Come è cominciato tutto: un ingresso non convenzionale nelle materie prime
Come molti nel settore, Boudewijn non si era messo in testa un grande piano per entrare nel mondo delle materie prime. «Mi è arrivata un’offerta di lavoro da un commodity trading advisor, un tipo specifico di hedge fund. Prima di allora non avevo un grande piano per dedicarmi alle materie prime. Ma una volta entrato, mi sono appassionato», ricorda. Il contatto precoce di Boudewijn con una gamma amplissima di mercati futures (dalla soia alla pancetta di maiale) gli ha dato una prospettiva ampia sui mercati mondiali.
Non ci volle molto, però, perché Boudewijn si rendesse conto che il trading era qualcosa di più della semplice esecuzione di ordini generati dal computer. «Quello che mi mancava erano le vere decisioni di trading», racconta: una presa di coscienza che lo ha poi portato a ripresentare la propria candidatura in Cargill, uno dei giganti del trading di materie prime.
Il trading in Cargill: fondamenta costruite sul lavoro di squadra
Il periodo di Boudewijn in Cargill è stato formativo. «Cargill era un posto in cui facevi parte di una squadra grande, che faceva analisi fondamentale dentro una grande azienda con moltissimo flusso di informazioni. Ma con questo arrivava anche la sfida di stabilire quali informazioni fossero rilevanti per il mercato», spiega. Quella ricchezza di informazioni, per quanto a volte travolgente, è stata decisiva nello sviluppo delle sue strategie di trading.
Si è soffermato anche sull’importanza dei futures nei mercati delle materie prime, un tema che spesso confonde chi si avvicina per la prima volta al settore. «I futures sono un prodotto efficiente, nato originariamente in ambito agricolo per gestire il rischio dei raccolti che arrivano sul mercato tutti insieme», spiega Boudewijn. Questo strumento, che standardizza i contratti ed elimina il rischio di controparte, è essenziale per mantenere liquidità e stabilità sui mercati.
Il passaggio ai noli: un tipo di trading diverso
Dopo aver accumulato un’esperienza consistente nel trading di cereali e semi oleosi, Boudewijn ha compiuto un passaggio significativo verso il trading dei noli. «I noli sono un mondo completamente diverso», osserva. A differenza delle materie prime che vengono prodotte e consumate, i noli riguardano la capacità: nello specifico, la capacità di spostare merci da una parte del mondo a un’altra.
Riflette sulle difficoltà particolari di questo mercato, in primo luogo sugli effetti della congestione e delle oscillazioni della domanda. «Nei noli, se la domanda sale, tutti all’improvviso hanno bisogno di navi negli stessi porti e si crea congestione proprio quando l’offerta serve di più», spiega Boudewijn. Questa dinamica può far perdere il controllo al mercato e crea opportunità e rischi insieme.
In proprio: il passaggio al trading individuale
Uno dei cambiamenti più significativi nella carriera di Boudewijn è arrivato quando è passato dal trading di squadra al trading individuale in una banca. «È stato rigenerante, perché non c’era modo di nascondersi. Dovevi prendere le tue decisioni e conviverci», racconta. Questo passaggio, per quanto a tratti isolante, gli ha permesso di affinare ulteriormente le proprie capacità di trading, contando soltanto sul proprio giudizio e sulla propria analisi di mercato.
Ma Boudewijn riconosce anche quanto conti far parte di una squadra, soprattutto per chi è all’inizio del percorso. «In Cargill ho imparato molto sul fare trading in gruppo. È come stare insieme in trincea: si crea un legame che dura a lungo anche dopo che te ne sei andato», osserva.
Imprenditoria e rivoluzione del clean tech
Nelle fasi successive della sua carriera Boudewijn ha compiuto un altro passaggio significativo, questa volta dal trading all’imprenditoria nel settore del clean tech. «Ho incontrato una persona che mi ha detto che si poteva prendere la plastica di scarto e riconvertirla in petrolio. L’idea ha fatto scattare subito qualcosa, perché affrontava un problema mondiale enorme e allo stesso tempo offriva un’opportunità di business chiara», racconta.
Boudewijn è diventato investitore e manager in Prime, un’azienda che si concentra sulla conversione dei rifiuti plastici in olio attraverso un processo chiamato pirolisi. «La tecnologia in sé non è nuova, ma non ci sono stati molti investimenti. Oggi, con una regolamentazione UE forte e una spinta verso la circolarità, la domanda per questo tipo di riciclo sta crescendo a razzo», spiega.
Il consiglio finale: trovare la propria strada nelle materie prime
A chi punta a entrare nel mondo del trading di materie prime, Boudewijn offre un consiglio da veterano. «Cercate di farvi assumere da un’azienda grande o affermata nel trading di materie prime. Non importa con quale materia prima iniziate, perché le competenze che imparate sono trasferibili. La chiave è capire i flussi fisici e come influenzano i mercati», consiglia.
Il percorso di Boudewijn dalle sale di contrattazione di Cargill alla rivoluzione del clean tech dimostra quanto siano diverse le opportunità dentro il settore delle materie prime. Che siate attratti dalle sfide analitiche del trading o dallo spirito imprenditoriale di chi costruisce qualcosa di nuovo, la storia di Boudewijn mostra che il mondo delle materie prime è vasto, dinamico e pieno di potenziale.
Ascoltate l’episodio completo per sapere di più sul percorso di Boudewijn e sui suoi spunti sul mondo del trading di materie prime:
Che cos’è il podcast Strong Source?
La nostra missione con il podcast Strong Source è formare e informare, creando una comunità in cui esperti e ospiti di tutto il settore delle materie prime possano condividere le loro prospettive uniche. Martijn Bron, ex trader di cacao, e Alexander Sterk, ex trader lattiero-caseario e fondatore di Vesper, hanno una passione profonda per questo settore, che li ha spinti ad avviare questo progetto: «Condivideremo le nostre esperienze personali, le lezioni preziose che abbiamo imparato lungo il percorso e vi daremo un assaggio di che cosa aspettarvi nei prossimi episodi». Questo podcast è realizzato da Vesper, la piattaforma di riferimento per le materie prime (www.vespertool.com).


