
Un’occasione mancata
Nei mercati volatili di oggi delle materie prime agricole, anticipare i movimenti di prezzo è fondamentale. Aiuta a non farsi cogliere di sorpresa da oscillazioni improvvise e chiarisce dove stiano i rischi potenziali. Questa consapevolezza permette di agire per tempo, per esempio coprendo le posizioni aperte. Nel 2024 il prezzo del cacao è schizzato a quello che allora era un massimo storico*. La maggior parte degli operatori è stata colta di sorpresa dal rialzo, appoggiandosi in larga misura ai fondamentali tradizionali di domanda e offerta. Eppure un esame più attento degli indicatori tecnici avrebbe segnalato l’onda in arrivo. Per chi si concentrava sull’analisi dei grafici di prezzo i segnali d’allarme c’erano: i segnali MACD suggerivano di comprare cacao il 17 gennaio di quell’anno, quando i prezzi erano ancora molto più bassi.
Gli operatori delle materie prime, quando devono decidere se comprare, vendere o coprirsi, tendono per default ad analizzare i dati fondamentali. C’è però molto potenziale inespresso anche nell’uso dell’analisi tecnica. In Vesper abbiamo visto che i modelli che includono le dinamiche di prezzo oltre alle consuete variabili di domanda e offerta si comportano molto meglio sia nelle previsioni di breve periodo (1 mese) sia in quelle di lungo periodo (12 mesi), su tutte le materie prime agricole.
In questo articolo esploreremo la differenza fra analisi tecnica e analisi fondamentale. Vedremo come entrambi gli approcci contribuiscano alla comprensione dei mercati delle materie prime. Spiegheremo anche come in Vesper abbiamo costruito modelli di IA che uniscono le letture di entrambi i metodi, dandoci un vantaggio nell’accuratezza delle previsioni di prezzo.

*Prezzo spot del cacao sull’ICE US, 19 aprile 2024
Analisi fondamentale e analisi tecnica a confronto
Analisi fondamentale
L’analisi fondamentale è la base del lavoro della maggior parte degli operatori di materie prime. Si concentra sui bilanci di domanda e offerta e su come questi possano essere influenzati da cambiamenti macroeconomici, andamenti meteorologici ed eventi geopolitici. Nelle materie prime agricole questo comprende le proiezioni sui livelli delle scorte, le stime di produzione e le tendenze di consumo. Capendo queste dinamiche, gli analisti ottengono letture preziose sul mercato.
Gli analisti che si concentrano sui fondamentali puntano a individuare possibili squilibri fra domanda e offerta. Esaminano con attenzione i bilanci di domanda e offerta alla ricerca di discrepanze che possano segnalare movimenti di prezzo. Per esempio, se le stime di produzione restano sotto le previsioni di consumo, questo può indicare un rialzo di prezzo imminente, mentre il mercato si riequilibra. Al contrario, un surplus di raccolto può portare a prezzi in calo, perché l’offerta supera la domanda.
I fondamentali sono più rilevanti quando si parla di movimenti di mercato di lungo periodo, perché i cambiamenti strutturali richiedono tempo per essere assorbiti dal mercato. I dati sono spesso in ritardo, incompleti o soggetti a revisioni, gli eventi geopolitici possono metterci tempo a incidere sulle catene di fornitura e gli effetti dei cambiamenti meteorologici possono non essere chiari fino a stagione inoltrata. Di conseguenza gli operatori non riescono sempre a reagire all’istante, e gli aggiustamenti sono più graduali e distribuiti su periodi più lunghi.
Analisi tecnica
L’analisi tecnica (AT), invece, consiste nell’esaminare grafici di prezzo, dati di volume e schemi storici per prevedere i movimenti futuri. L’assunto di fondo dell’AT è che tutte le informazioni rilevanti siano già riflesse nel prezzo corrente e nei suoi movimenti. Studiando l’andamento del prezzo e le tendenze, gli analisti tecnici puntano quindi a individuare schemi e segnali ricorrenti che offrano letture sul comportamento futuro dei prezzi. Ritengono che i movimenti di prezzo tendano a seguire schemi specifici e prevedibili, perché gli operatori ripetono gli stessi comportamenti, spinti da emozioni come la paura e dalla speculazione. L’andamento passato dei prezzi può quindi offrire indizi preziosi sulla direzione del mercato e dare un vantaggio competitivo nel cogliere il momento giusto.
Fra gli indicatori tecnici più usati nei mercati delle materie prime ci sono:
- Medie mobili (MA): aiutano a smussare i dati di prezzo e a mettere in evidenza le tendenze facendo la media dei prezzi su periodi definiti, e danno una visione più chiara della direzione del mercato.
- Indice di forza relativa (RSI): un oscillatore di momentum che segnala se una materia prima è ipercomprata o ipervenduta, e aiuta a valutare la forza dei movimenti di prezzo recenti.
- Bande di Bollinger: misurano la volatilità del mercato e le tendenze di prezzo, e danno indizi sui livelli di resistenza e su possibili rotture o inversioni quando i prezzi escono dalle bande.
- Indicatori basati sul volume: seguono l’intensità dell’attività di scambio per capire meglio la forza dei movimenti di prezzo. Un volume elevato durante un movimento indica forte convinzione del mercato, mentre un volume basso può segnalare una tendenza in indebolimento o una possibile inversione.
L’analisi tecnica è particolarmente preziosa nel trading di breve periodo, perché questi indicatori aiutano gli operatori a individuare tendenze emergenti e cambi di momentum. Questo permette loro di anticipare per tempo i movimenti futuri e di prendere decisioni più informate.
Non tutte le materie prime sono uguali: quando i tecnici funzionano
Il valore predittivo degli indicatori tecnici e fondamentali può variare molto fra le materie prime agricole. Che una materia prima sia scambiata sul mercato dei futures, la sua liquidità, la stagionalità e i volumi scambiati possono tutti incidere sull’efficacia di questi indicatori.
Per esempio, le materie prime scambiate sui mercati dei futures, come i cereali (frumento, granturco) o i semi oleosi (soia), sono molto liquide e beneficiano di un’ampia partecipazione di trader, hedger e speculatori. In questi mercati l’analisi tecnica tende a essere più indicativa, grazie a movimenti di prezzo più prevedibili e guidati da schemi di scambio coerenti.
Al contrario, i mercati meno liquidi, come le colture di nicchia non sempre scambiate sul mercato dei futures, mostrano spesso un comportamento di prezzo più irregolare. Questa volatilità può rendere gli indicatori tecnici tradizionali meno efficaci, perché i movimenti di prezzo sono più esposti a shock esterni o a cambiamenti di domanda e offerta.
Un altro fattore decisivo per l’efficacia degli indicatori tecnici rispetto a quelli fondamentali è la stagionalità. Le materie prime stagionali mostrano tipicamente schemi di prezzo ricorrenti, allineati ai cicli di semina e raccolta, alle condizioni meteorologiche e alle stagioni di crescita regionali. Questi cicli prevedibili permettono agli indicatori tecnici di cogliere i movimenti di prezzo, come i consueti rialzi pre-raccolto o i cali post-raccolto. Per le materie prime che non hanno schemi stagionali chiari, o che si coltivano in più regioni con raccolti sfalsati, il comportamento del prezzo può però non avere la stessa regolarità. In questi casi l’analisi fondamentale, che si concentra sui dati più recenti di produzione e scorte, offre spesso un quadro più chiaro. Per esempio, i cambiamenti nella produzione mondiale di colture come il caffè possono incidere molto sui prezzi, rendendo più preziose le letture fondamentali.
Se entrambe le forme di analisi restano rilevanti su tutte le materie prime agricole, la loro efficacia può variare a seconda di fattori come quelli descritti sopra. Questo rende più difficile applicare con coerenza un singolo approccio a un’ampia gamma di materie prime. Gli operatori devono tenere conto di queste sfumature e adattare le strategie per cogliere le letture migliori su ciascuna materia prima.
La forza dell’IA: unire letture tecniche e fondamentali
Come avrete capito, siamo convinti che la vera forza stia nell’unire analisi fondamentale e analisi tecnica. Integrare i due approcci, però, può portare a una quantità di dati ancora più soverchiante, e rendere difficile trarre conclusioni chiare, soprattutto quando indicatori diversi sembrano contraddirsi. È qui che l’IA inizia ad avere un ruolo decisivo.
In Vesper abbiamo sviluppato modelli avanzati di machine learning che sfruttano questo approccio ibrido. Elaborando enormi quantità di dati provenienti da entrambi i fronti e bilanciando i segnali contrastanti, riusciamo a fornire previsioni di prezzo più chiare e accurate su tutte le materie prime agricole. Quando nel settembre 2024 il prezzo olandese del burro è salito con forza, il nostro modello di IA più recente aveva previsto con successo questo forte rialzo con mesi di anticipo. Scendendo più a fondo nel perché il modello avesse previsto questo aumento inatteso, analizzando i valori di Shapley del modello, in sostanza un metodo che ci aiuta a capire quali fattori abbiano pesato di più nella previsione, vediamo che, mentre i dati sulla produzione di burro spingevano le nostre previsioni verso il basso, gli effetti di varie variabili tecniche erano così forti da portare la previsione a un aumento netto.
Grazie all’accesso a enormi quantità di dati fondamentali mondiali, a serie di prezzo proprietarie e a una comprensione profonda sia dell’IA sia dei vari mercati delle materie prime, Vesper è in una posizione unica per fornire previsioni di prezzo chiare e azionabili nei mercati in cui contano sia i fondamentali sia i movimenti di prezzo di breve periodo. Sfruttando il nostro vasto database e tecniche avanzate di machine learning, costruiamo modelli che colgono le sfumature delle dinamiche di mercato e danno agli operatori le letture di cui hanno bisogno.
In sintesi
Affidarsi solo all’analisi fondamentale per prevedere i prezzi delle materie prime può lasciare punti ciechi significativi, soprattutto nei mercati di oggi, veloci e sempre più guidati dal sentiment. L’analisi tecnica offre letture preziose sui movimenti di prezzo di breve periodo e sulla psicologia del mercato, e aiuta i trader a stare un passo avanti rispetto a cambiamenti improvvisi che i fondamentali potrebbero non cogliere.
Sfruttando la forza dell’IA per unire analisi tecnica e fondamentale, possiamo generare previsioni di prezzo più accurate su orizzonti diversi, e permettere a tutti gli operatori di cogliere meglio il momento di mercato e di prendere decisioni più informate.
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