I futures sul caffè sul contratto di dicembre, il più scambiato, hanno perso 9,8 centesimi da lunedì a lunedì e hanno chiuso a 311,50 centesimi di dollaro per libbra. Sucafina aveva previsto una correzione nella fascia 310-320 entro la fine della settimana, ed è proprio lì che il mercato è atterrato.
Il meccanismo è semplice. I prezzi più alti delle due settimane precedenti, uniti a un raccolto brasiliano ormai agli sgoccioli, hanno portato i differenziali in Brasile su livelli abbastanza interessanti da spingere gli esportatori a vendere. Più acquisti da parte degli esportatori significano più coperture sui futures, e quelle coperture mettono pressione sul mercato.
Per chi compra a destino la parte più utile è quello che sta succedendo sul fisico. I flussi di esportazione brasiliani cominciano a migliorare, il che alleggerisce le prospettive dell’offerta di caffè a breve termine in Europa. Sucafina lo legge come una buona notizia per gli acquirenti a destino, ed è un cambiamento rispetto alla tensione che ha caratterizzato gran parte di quest’anno.
Il contrappeso sta in America centrale. Sucafina ha ridotto leggermente le previsioni di disponibilità per il prossimo raccolto 2026/27 a causa del clima persistentemente caldo e secco in Honduras e Guatemala. Per questo la società si aspetta che nel corso della settimana il mercato trovi un po’ di sostegno intorno ai 3 USD/lb invece di continuare a scivolare, fissando una nuova fascia fra 3,00 e 3,10 USD/lb.


